Tuo figlio si fa del male? Riconosci i segnali dell'autolesionismo adolescenziale e scopri come aiutarlo. Psicologi esperti a San Giuliano Milanese.
Cos'è davvero l'autolesionismo: non è un tentativo di suicidio
Molti genitori, appena scoprono i tagli, pensano subito al peggio. Ma l'autolesionismo — farsi del male intenzionalmente senza intenzione di morire — è qualcosa di diverso. È un tentativo disperato di gestire un dolore emotivo che l'adolescente non riesce a esprimere a parole.
Significa che tuo figlio sta soffrendo, non che voglia sparire. Questa differenza conta molto per capire come aiutarlo.
Come riconoscere l'autolesionismo in un adolescente
I segnali non sempre sono visibili. Devi osservare l'insieme, non cercare prove concrete.
- Tagli, graffi o bruciature su braccia, cosce, polsi — spesso coperti con vestiti larghi
- Ritiro improvviso dagli amici, dalla famiglia, dalle attività che amava
- Sbalzi d'umore intensi, rabbia o pianto senza causa apparente
- Scuse frequenti per giustificare i segni sulla pelle
- Oggetti sospetti in camera: lamette, forbici, accendini nascosti
Se riconosci anche solo due o tre di questi segnali insieme, non aspettare che passi da solo. Non passa.
Cosa succede al primo appuntamento con lo psicologo
Il primo incontro non è un interrogatorio. Lo psicologo crea uno spazio sicuro dove tuo figlio possa parlare senza sentirsi giudicato — cosa che a casa, in quel momento, probabilmente non riesce a fare.
Spesso si parte da un colloquio con i genitori, poi uno con il ragazzo da solo. L'obiettivo non è «smettere di farsi del male» come regola, ma capire cosa c'è sotto quel gesto e trovare altri modi per stare con quelle emozioni.
Quanto dura il percorso? Serve davvero la psicoterapia?
Dipende da quanto è radicato il disagio e da quando si inizia. Un percorso breve dura 3-6 mesi, uno più strutturato può arrivare a un anno o più. Non esiste una risposta valida per tutti.
Cosa sappiamo per certo: aspettare che un adolescente «superi da solo» l'autolesionismo raramente funziona. Spesso il comportamento si intensifica o si sposta su altre forme di danno.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale e la DBT (terapia dialettico-comportamentale) hanno risultati solidi con gli adolescenti. Non è una scelta invasiva: è dare a tuo figlio gli strumenti che oggi non ha.
Dove trovare aiuto a San Giuliano Milanese e zona sud Milano
Se abiti a San Giuliano Milanese, Melegnano, Paullo o Peschiera Borromeo, non devi spostarti fino al centro di Milano per trovare un supporto qualificato.
Centro Althea, a San Giuliano Milanese, offre percorsi di psicoterapia per adolescenti e supporto ai genitori. I professionisti lavorano in modo integrato: psicologo, neuropsichiatra infantile e logopedista nella stessa struttura, quando serve.
Per chi è nella zona di Milano Sud — Lodi, Rozzano, Carpiano — il centro è facilmente raggiungibile e offre anche prime consulenze dedicate ai genitori che non sanno ancora da dove cominciare.
Non devi avere le idee chiare prima di chiamare. Basta una telefonata per capire se siamo il posto giusto per tuo figlio.
Tuo figlio si fa del male: il primo passo è parlarne con uno specialista
Al Centro Althea di San Giuliano Milanese puoi prenotare una prima consulenza con uno psicologo esperto in adolescenza. Serviamo le famiglie di tutta la zona Milano Sud: Melegnano, Paullo, Peschiera Borromeo e dintorni.
Domande frequenti
Come parlare con un figlio adolescente che si fa del male?
Non iniziare con «perché lo fai». Inizia con «ho visto qualcosa che mi preoccupa e voglio capire come stai». Evita toni accusatori o reazioni di panico visibile: l'adolescente deve sentire che può parlarti senza che tu crolli o lo punisca. Se non riesci a parlargli da solo, uno psicologo può aiutarti anche a impostare quella prima conversazione.
L'autolesionismo adolescenziale passa da solo?
In rari casi sì, se il disagio era legato a un momento specifico e transitorio. Ma nella maggior parte dei casi tende a ripetersi e a intensificarsi nel tempo. Ignorarlo non è una strategia: è un rischio. Prima si interviene, più il percorso è breve ed efficace.
A che età si può iniziare la psicoterapia per l'autolesionismo?
Già dagli 11-12 anni è possibile un percorso psicoterapeutico individuale, adattato all'età. Sotto i 12 anni si lavora spesso in parallelo con i genitori. Non esiste un'età troppo giovane per ricevere supporto: prima si interviene, meno il comportamento si consolida come unica strategia di regolazione emotiva.
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