Mio figlio non mangia: è normale o devo preoccuparmi?
Quasi tutti i bambini tra i 2 e i 6 anni attraversano fasi di rifiuto del cibo. Si chiama neofobia alimentare: la paura istintiva di provare cibi nuovi. È normale, ha radici evolutive e in genere si riduce spontaneamente.
Il problema nasce quando il rifiuto è rigido, duraturo e sta limitando la vita quotidiana del bambino — e della famiglia intera.
Come capire se è solo un capriccio o qualcosa di più
Un capriccio ha confini precisi: il bambino rifiuta il broccolo oggi, ma ieri lo ha mangiato. Negozia, contratta, cede se è stanco o ha fame. I segnali da approfondire sono diversi:
- Accetta meno di 20 alimenti in totale
- Rifiuta intere categorie (tutto ciò che è verde, tutto ciò che è morbido)
- Ha reazioni di panico o disgusto fisico davanti a certi cibi
- Il momento dei pasti genera conflitti ogni giorno
- La crescita rallenta o il pediatra segnala carenze
In questi casi si parla spesso di Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder (ARFID) o di difficoltà sensoriali legate all'alimentazione.
Se tuo figlio mangia pochissimi alimenti e reagisce con angoscia reale — non con stizza — vale la pena parlarne con un professionista prima che il pattern si consolidi.
Cosa succede al primo appuntamento con la nutrizionista?
Al primo incontro non si parte dal piatto. Si parte dal bambino. La nutrizionista raccoglie la storia alimentare dall'allattamento in poi, chiede com'è il momento dei pasti a casa, se ci sono stati eventi che hanno cambiato le abitudini.
Si valuta la crescita staturo-ponderale, si guardano eventuali carenze già segnalate dal pediatra. Solo dopo si costruisce un piano realistico, che tiene conto di quello che il bambino già accetta e lavora per espandere gradualmente la varietà.
Non si chiede al bambino di mangiare tutto il primo giorno. Non funziona così.
Quanto dura il percorso? Serve davvero o passa da solo?
Dipende dall'età e da quanto è radicato il pattern. Nei bambini piccoli (2-4 anni) spesso bastano 3-5 incontri per dare ai genitori strumenti concreti e vedere i primi cambiamenti. Nei casi più strutturati il percorso è più lungo e può coinvolgere anche un logopedista o un terapista della neuropsicomotricità.
Aspettare che passi da solo ha senso fino a un certo punto. Se il rifiuto dura da più di 3 mesi, riguarda intere categorie di alimenti o sta creando tensione costante in famiglia, un confronto con la nutrizionista non è eccessivo: è tempestivo.
Prima si interviene, meno resistenza si incontra. Un bambino di 4 anni è molto più flessibile di uno di 9.
Dove trovare aiuto a San Giuliano Milanese e dintorni
Centro Althea si trova a San Giuliano Milanese, facilmente raggiungibile da Melegnano, Paullo, Peschiera Borromeo e da tutta l'area di Milano Sud. Non devi spostarti in città per trovare un professionista specializzato nell'alimentazione infantile.
La nutrizionista del centro lavora in équipe con gli altri specialisti: se durante la valutazione emerge una componente sensoriale o relazionale, puoi trovare nello stesso posto anche il supporto di cui hai bisogno.
Puoi prenotare un primo appuntamento direttamente online oppure chiamare la reception per capire insieme qual è il punto di partenza giusto per tuo figlio.
Domande frequenti
Se la lista degli alimenti accettati è molto corta (meno di 15-20 cibi) e non si allarga nel tempo, sì, vale la pena approfondire. Non per etichettare il bambino, ma per capire se c'è una difficoltà sensoriale o un'abitudine consolidata che con il supporto giusto si può modificare prima che diventi più rigida.
Non c'è un'età minima. Anche a 18-24 mesi, se i rifiuti sono molto selettivi o la crescita preoccupa il pediatra, un confronto è utile. Spesso però il momento più frequente è tra i 3 e i 7 anni, quando la neofobia è al picco e le abitudini si stanno consolidando.
Di solito si inizia con un colloquio di valutazione con il genitore — il bambino può esserci oppure no, dipende dall'età. Si costruisce un piano graduale, con obiettivi piccoli e misurabili. I genitori ricevono indicazioni pratiche da applicare a casa, senza forzature. Gli incontri di follow-up servono ad aggiustare il tiro.
Tuo figlio fatica a tavola? Parliamone con la nutrizionista
Un primo appuntamento con la nutrizionista di Centro Althea può aiutarti a capire se si tratta di una fase o di qualcosa che vale la pena affrontare con metodo. Siamo a San Giuliano Milanese, vicino a Melegnano, Paullo e Milano Sud.
